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Disegni di guerra dai bambini di Gaza!

By 22 Agosto 2025 No Comments

EDITORIALE –  La mostra “Heart of Gaza” presenta i disegni di bambini palestinesi provenienti da Gaza per dare voce al loro dolore e alle loro speranze:  un progetto nato dall’attivista Mohammed Timraz e dall’illustratrice Féile Butler. La mostra è itinerante e si sta svolgendo in varie città italiane, tra cui anche a Carsoli.  

E’ un percorso che riunisce l’arte, semplice espressiva e caratterizzante dei bambini che mentre vivono l’orrore della guerra intorno, esprimono attraverso la creatività, i colori, nel disegno una serie di emozioni, preoccupazioni, crucci per il vissuto indegno di queste epoche.

Tutto è iniziato da uno scambio di messaggi tra amici avvenuto tra l’Irlanda e nella Gaza Centrale, ed ora è un fenomeno globale.

Tutto parte dal disegno di una bimba di 7 anni che riproduce un carro armato che sparava su una famiglia stilizzata e bloccata in casa, e con un  gatto sanguinante. Era il racconto di un’orrore che è realtà. Situazione diametralmente opposta a quella che dovrebbe essere la realtà, dove i bambini dovrebbero disegnare ben altro, prati verdi, famiglie che si danno l amano, e tutto ciò che esprime lo sguardo verso un futuro civile, dignitoso.

Ogni disegno della mostra è corredato dal suo autore. Alcuni autori sono anche morti, di loro resta cristallizzata l’arte espressiva, i sogni spezzati da un destino voluto non per mano di Dio ma dell’uomo, del suo potere usato male, e a scapito delle popolazioni civili che inermi subiscono e devono ob torto collo accettarne gli accadimenti.

Attenzione, Gaza non è un film, è realtà, è orrore che accade in modalità contemporanea. E questi bambini, molti rimasti orfani, privati di ogni spazio in cui rifugiarsi, come possono guardare al mondo di pace? I disegni fanno accapponare la pelle, a stento si riesce a completare il percorso della mostra se gli occhi con cui si guarda la mostra sono quelli che tengono conto non di politica ma del valore della vita umana, della pace che non è una bandiera ma un dovere dell’umanità.

La mostra Heart of Gaza è una occasione per riflettere, meglio visitarla in solitudine, dedicando un pò di tempo all’interiorità e a cosa ciascuno possa fare per mitigare l’orrore. Un primo passo è un piccolo contributo, servono fondi, e le associazioni di coordinamento sono impegnate a garantire la filiera della raccolta e l’effettivo arrivo a destinazione per chi ha bisogno. Un bisogno immenso come un mare, dove la nostra goccia potrebbe sembrare infinitesimale ed inutile, non è così.

Siamo cittadini del mondo, ognuno di noi può, deve intervenire in sensibilizzazione, come può. Potrà tornare la pace? Tutti lo speriamo, ma i segni di questa guerra assurda resteranno indelebili a lunga memoria nell’umanità e nel cuore e nella vita di molti. Morire di guerra non fa parte del percorso di vita, è una tragedia che si compie dal potere, dal delirio terreno di onnipotenza.

Dobbiamo essere consapevoli sempre e comunque, che abbiamo il dovere di trovare ragioni che uniscono e non divisive, trovando sempre nel comune denominatore ciò che la scelta affida all’uomo: la ragione.

Come giornalista, sento il dovere di esprimere con fermezza la mia più totale condanna verso ogni atto belligerante, di qualunque natura esso sia. La violenza, in tutte le sue forme, non può e non deve mai essere considerata una soluzione, ma rappresenta soltanto la negazione del dialogo, della civiltà e del rispetto reciproco.

Credo profondamente che l’unica strada percorribile sia quella del confronto pacifico, della diplomazia e della costruzione di ponti tra persone e comunità. Ogni gesto che alimenta conflitto, odio o sopraffazione allontana la società da un futuro di giustizia e di convivenza.

Per questo ribadisco con convinzione il mio impegno personale e professionale a diffondere messaggi di pace, responsabilità e coesione, convinto che solo attraverso queste scelte si possa davvero garantire un domani migliore.

Daniele Imperiale

 

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