MILANO – Si è svolta a Milano, presso Palazzo Pirelli, una giornata di lavoro e approfondimento dedicata al tema “La legge di evoluzione del sistema sanitario lombardo: evidenze ed esperienze regionali a confronto”, organizzata da UGL Medici e dall’Ordine dei Medici di Milano. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra i modelli sanitari di Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Liguria, offrendo spunti di riflessione sulle diverse esperienze regionali.
Nel corso della mattinata, i referenti delle tre regioni hanno illustrato in modo approfondito i sistemi sanitari adottati nei rispettivi territori. I lavori sono stati aperti dai saluti del dott. Dario Borotto, segretario regionale UGL Medici, seguiti dall’intervento del dott. Filippo Fordellone, segretario nazionale UGL Medici.
Al giornalista Daniele Imperiale, vice presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo è stata affidata una relazione sull’importanza delle nuove forme di comunicazione in ambito sanitario, sempre più centrali nel rapporto tra istituzioni, professionisti e cittadini.
Di particolare rilievo l’intervento dell’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, che ha sottolineato il valore e la portata della riforma sanitaria regionale:
«Vi ringrazio per il lavoro che state svolgendo per l’attuazione di una riforma così importante. Si tratta di un cambiamento epocale che va metabolizzato, ma che, grazie al contributo di tutti gli attori coinvolti, potrà permetterci di scrivere una pagina significativa per la sanità lombarda».
L’assessore ha inoltre posto l’accento sulle criticità a livello nazionale, segnalando una risposta ancora insufficiente ai nuovi bisogni di salute, aggravata dall’ampliamento dei LEA non accompagnato da un adeguato incremento delle risorse. «In Lombardia – ha concluso – abbiamo scelto di fare un passo avanti, rafforzando l’assistenza lungo tutto il percorso di cura, puntando su una presa in carico globale del paziente e sulla continuità assistenziale. È una sfida che possiamo vincere insieme, costruendo un modello solido per il futuro della sanità regionale e, forse, anche nazionale».
All’incontro ha partecipato anche il dott. Zorko Pelican, Console della Repubblica di Slovenia, che si è confrontato con il dott. Fordellone sui percorsi di dialogo e cooperazione tra il sistema sanitario italiano e quello sloveno.
A seguire, i direttori generali delle Aziende sanitarie delle principali città delle tre regioni coinvolte hanno presentato i piani di gestione dei plessi ospedalieri, illustrando strategie e azioni mirate per affrontare le criticità emerse e migliorare l’efficienza dei servizi.
Nel complesso, il convegno ha restituito l’immagine di regioni determinate a rinnovare il proprio sistema sanitario, coniugando la sanità pubblica con un approccio gestionale moderno, orientato alla riduzione degli sprechi e all’ottimizzazione delle risorse, nell’interesse esclusivo del paziente-cittadino.
L’incontro è stato anche l’occasione per analizzare nel dettaglio il percorso di evoluzione del sistema sociosanitario lombardo, avviato con la legge regionale n. 23/2015, che si sviluppa lungo due direttrici principali. Da un lato, l’integrazione tra sanità e sociosanitario, tra ospedale e territorio, e la continuità delle cure per pazienti cronici e post-acuti; dall’altro, il rafforzamento dei principi già introdotti dalla legge regionale n. 33/2009, come la libertà di scelta e la separazione delle funzioni di programmazione, erogazione e controllo.
La riforma ridefinisce la rete dell’offerta sanitaria puntando non solo alla cura, ma al “prendersi cura” della persona e della sua famiglia, attraverso modelli di presa in carico personalizzati, fondati sull’appropriatezza e sulla responsabilità condivisa lungo l’intero percorso assistenziale.
Numerosi i relatori intervenuti nel corso della giornata, tra rappresentanti istituzionali, dirigenti sanitari, professionisti del settore e giornalisti, a testimonianza della rilevanza del tema e dell’ampio interesse suscitato dal confronto tra le diverse esperienze regionali.



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