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Femminicidio piaga sociale, “(re)agire dai primi segni di violenza”

ROMA 11 dic 2025  – È stata una puntata intensa e di forte impatto civile quella andata in onda ieri sera su Cusano Media TV, canale 122 del Digitale terrestre, all’interno del noto programma di approfondimento “Incidente probatorio”. Al centro della diretta, il drammatico omicidio di Ilaria Sula, la giovane di 22 anni uccisa a Roma e ritrovata senza vita in una valigia abbandonata nelle campagne di Poli. Un delitto che ha sconvolto l’opinione pubblica e su cui è in corso il processo a carico del fidanzato, Mark Samson, reo-confesso e attualmente imputato.

A impreziosire il dibattito, una platea di ospiti qualificati che hanno contribuito a delineare un quadro complesso non solo giudiziario, ma anche sociale e culturale. Sono intervenuti Stefano Callipo, presidente nazionale dell’Osservatorio violenze e suicidi; la giornalista Simona Berterame; la sociologa Alessia Ramusino; l’avvocata Chiara Baiocchi; il giornalista e vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo Daniele Imperiale; e l’inviato speciale Lorenzo Brancati. Una composizione eterogenea di competenze che ha permesso di affrontare la vicenda nei suoi diversi piani: investigativo, sociale, culturale e comunicativo.

Imperiale: “Il femminicidio è una piaga sociale. Serve riconoscere i segnali, reagire subito”

Tra gli interventi di rilievo quello del giornalista Daniele Imperiale, che ha inquadrato il femminicidio come “una piaga sociale” che richiede risposte immediate e coordinate. Imperiale ha insistito sulla necessità di (re)agire sin dai primi segnali di violenza, spesso minimizzati o ignorati: “Occorre saper riconoscere il vulnus iniziale, quello che, se non fermato, porta a situazioni che diventano ingestibili”.

Un passaggio particolarmente apprezzato dagli spettatori è stato quello in cui Imperiale ha richiamato il ruolo degli amici e delle reti sociali, troppo spesso silenti di fronte a comportamenti di controllo, prevaricazione o aggressività: “Serve meno omertà. Il contesto affettivo e amicale deve farsi parte attiva, non spettatore distratto”.

L’azione della Sapienza: una scelta che diventa messaggio

Nel corso della diretta, Imperiale ha inoltre sottolineato la decisione dell’Università “La Sapienza” di Roma di costituirsi parte civile nel processo. Un atto definito dal giornalista come “un gesto forte di sensibilizzazione sociale”, un segnale che va oltre l’aula giudiziaria e che afferma la responsabilità collettiva nella lotta alla violenza di genere, specie quando coinvolge giovani donne, studenti e contesti formativi.

Il ruolo della comunicazione: informare, formare e rinunciare al sensazionalismo

Uno dei temi più delicati toccati in trasmissione è stato quello del rapporto tra media e cronaca nera. Imperiale ha invitato il mondo dell’informazione a rinunciare al sensazionalismo che, in casi così tragici, rischia di trasformare la sofferenza in spettacolo. “La comunicazione deve fare la sua parte, agire sul piano della formazione e dell’informazione. Occorre responsabilità, non ricerca dell’effetto”, ha dichiarato. Un monito che trova eco in un dibattito sempre più urgente sull’etica del giornalismo.

Una puntata che diventa monito

La puntata di “Incidente probatorio” ha offerto così un confronto ricco e ponderato, capace di unire rigore informativo e riflessione sociale. Il caso di Ilaria Sula, ancora al centro delle aule giudiziarie, continua a interrogare il Paese. E la trasmissione di Cusano Media TV ha contribuito a farlo con un approccio lucido, plurale e orientato alla responsabilità collettiva.

In un momento in cui la violenza di genere continua a rappresentare una ferita aperta nel tessuto sociale italiano, il dibattito mediatico – quando condotto con equilibrio e professionalità – diventa uno strumento fondamentale per comprendere, prevenire e, soprattutto, cambiare.

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